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F.A.Q.

Come eseguire la manutenzione dei serramenti?

In generale, va detto che il serramento in generale non richiede particolare manutenzione. Per conservarlo in buone condizioni di funzionamento ed efficienza, sarà sufficiente seguire i suggerimenti di seguito riportati:

  • Per la pulizia delle parti in legno dei serramenti esterni si devono usare esclusivamente detergenti neutri o acqua e sapone; in nessun caso si devono utilizzare detergenti a base acida, alcolica o ammoniacale.
  • Per la pulizia dei vetri si possono utilizzare i normali detergenti in commercio evitando di andare a contatto con il silicone e la pellicola di vernice; non vanno mai usati prodotti abrasivi (spugne metalliche o altro).
  • La lubrificazione diminuisce gli attriti della ferramenta e riduce l’ossidazione di tutte le parti in movimento (cardini, serrature, ferramenta perimetrale, ecc...), che vanno lubrificate un paio di volte l’anno con l’olio minerale.
Come mai durante la pulitura dei miei serramenti, lo straccio si colora leggermente?

Se nell’eseguire la manutenzione ordinaria del serramento lo straccio si colora non vi dovete assolutamente preoccupare. Le resine impiegate per la formulazione delle vernici all’acqua sono di natura acrilica e, per una maggiore resistenza all’esterno, sono dotate di proprietà elastiche. Tale elasticità comporta anche una modesta termoplasticità della vernice all’acqua, cioè la proprietà di quest’ultima di rammollire per effetto del calore. L’azione di strofinio genera calore sulla superficie, causando un rammollimento della vernice ed una conseguente facile asportazione dal film dei pigmenti contenuti che si trovano non solo all’interno del film, ma anche in superficie. Essendo infinitamente piccolo lo strato di vernice asportato, non si osserva una diminuzione della protezione all’esterno della vernice. Dopo le prime operazioni di pulizia, tale fenomeno assumerà una rilevanza minore.

Come mai si presentano della variazioni cromatiche nel mio serramento?

Accade che la parte esterna di un serramento con tonalità trasparente (es. effetto naturale 0 gloss ), una volta esposta all’esterno, subisca delle alterazioni di colore più o meno evidenti.

Il legno è costituto da cellulosa, lignina ed estrattivi di varia natura, tutti composti chimici che possono essere degradati dalla componente ultravioletta della luce solare. Il risultato di tale aggressione, nel caso di manufatti verniciati con finiture trasparenti (che lasciano cioè intravedere il legno), si traduce nel tempo in un leggero viraggio del colore del legno.
Tale viraggio dipende:

  • dal grado di esposizione alla luce solare
  • dal tipo di legno
  • dal colore dell’impregnante

Esposizione alla luce solare: serramenti montati a filo del muro esterno oppure senza una copertura esterna (es. porticati ecc.) oppure esposti a Sud - Ovest oppure montati in paesi caldi (es. Grecia, Medio Oriente, penisola Iberica, ecc.), presentano fenomeni di viraggio del colore del legno più pronunciati, in seguito alla maggiore quantità di radiazione solare che li colpisce.
Tipo di legno: Possiamo distinguere due casi:

  • Legni non tannici (es. Meranti): si ha un ingiallimento o imbrunimento del legno esposto al sole, dovuto ai prodotti che si formano in seguito alla degradazione della lignina contenuta nelle cellule del legno.
  • Legni tannici (es. Rovere, Teck): si ha uno scolorimento del legno esposto al sole, in seguito alla degradazione degli estrattivi contenuti nella cellula del legno, responsabili della colorazione della specie legnosa. Tale viraggio è più evidente qualora il legno presenti delle venature di colore più intenso (es. Teck), in quanto le sostanze naturali di cui sono composte sono facilmente degradabili dalla luce solare.

Colore dell’impregnante: Nel caso di impregnanti incolori, la variazione del colore del legno è elevatissima ed osservabile già solo dopo alcuni mesi di esposizione. A mano a mano che si impiegano impregnanti sempre più colorati, tale variazione diminuisce drasticamente. Questo perché per la colorazione dell’impregnante si impiegano gli ossidi di ferro trasparenti che hanno la proprietà assorbire la componente ultravioletta della radiazione solare. Gli ossidi di ferro, inoltre, avendo una ottima resistenza al calore ed alla luce, garantiscono negli anni una migliore protezione del legno.

Soluzione

Nel caso di serramenti con tonalità trasparente e molto esposti e/o montati in paesi caldi, applicare a straccio, con frequenza almeno semestrale, il detergente neutro all’acqua T.CLEAN RIO VERDE RR1050 e successivamente il ravvivalegno T.TOP+ RIO VERDE RR1250 all’acqua.

Come mai si formano delle chiazze biancastre?

Il film delle vernici all’acqua, a differenza di quelle tradizionali a solvente, presenta una sensibilità all’acqua maggiore, sia essa sotto forma di pioggia che di vapore. Questo fenomeno è legato in modo intrinseco alla natura stessa delle vernici all’acqua. Può verificarsi dunque che si formino delle chiazze biancastre trasparenti quando la pioggia si deposita sul film di vernice non ancora perfettamente essiccato. La parte legante delle vernici all’acqua è costituita da emulsioni acquose di particelle di resina acrilica in acqua, ottenute mediante l’impiego di tensioattivi o emulsionanti. Queste ultime sostanze chimiche sono costituite da una parte idrofoba (che si lega con la resina acrilica, per sua natura insolubile in acqua) ed una parte idrofila (che si lega con l’acqua). I tensioattivi, anche dopo l’essiccazione del film di vernice rimangono all’interno della pellicola fintanto che, per l’azione dilavante dell’acqua piovana, non vengono completamente asportati. I tensioattivi imprigionati nel film di vernice danno origine, quando vengono a contatto con l’acqua piovana e/o di condensazione notturna dell’umidità, a delle chiazze biancastre trasparenti, che scompaiono appena l’azione dell’acqua cessa (evaporazione). Tali macchie sono dovute alla solubilità del tensioattivo all’interno della pellicola. Se la pellicola è sottoposta a successivi contatti con l’acqua, tale fenomeno si ripresenterà in misura attenuata rispetto ai precedenti, fino a scomparire del tutto quando il tensioattivo sarà stato completamente asportato.

Soluzione

Non fare nulla e lasciare asciugare naturalmente. E’ molto importante non graffiare la macchia biancastra in quanto, essendo la pellicola in questa fase morbida ed in parte rammollita, si rovina irreparabilmente. E’ possibile asportare l’acqua con un panno morbido senza rovinare la vernice. Tale fenomeno cala nel tempo, fino a scomparire. Non è quindi necessario alcun tipo di intervento. Se si volesse invece intervenire, attività non necessaria, dopo che le macchie biancastre saranno sparite e con l’infisso perfettamente asciutto, operare secondo le indicazioni riportate qui di seguito:

  • Nel caso di notevole sbiancamento: applicare a straccio ravvivalegno all’acqua T.TOP+ RIO VERDE RR1250 indipendentemente dalla tonalità o colore del serramento
Come mai gli scuri esterni a doghe si sono leggermente rigonfiati dopo un periodo di umidità?

Il legno è un materiale igroscopico, che tende ad assorbire e cedere umidità in funzione delle condizioni ambientali esterne. Questo fa sì che il legno, anche una volta verniciato, presenti dei movimenti fisiologici in funzione dell’assorbimento o del rilascio di umidità. A risentire maggiormente di questa proprietà del legno, proprio per le peculiarità costruttive, sono gli scuri esterni a doghe. Infatti, in occasione di lunghi periodi di elevata umidità ambientale (es. nebbia) o persistenza di pioggia o neve, si possono presentare inconvenienti di rigonfiamento verso i lati esterni con conseguente deformazione dello scuro e difficoltà nell’apertura e chiusura.

Soluzione

Appena la situazione di forte umidità atmosferica cesserà, se il fenomeno non si è protratto nel tempo (oltre 7 giorni), lo scuro ritornerà delle dimensioni pressoché iniziali. Evitare quindi di piallare lo scuro. Dopo i primi due o tre casi di rigonfiamento in seguito all’umidità ambientale, il legno si stabilizza attenuando sensibilmente tale inconveniente.
Se il fenomeno di forte umidità ambientale dovesse protrarsi nel tempo (oltre 15 giorni), il rigonfiamento, oltre un certo limite, non rientrerà completamente e quindi si dovrà procedere dapprima con la regolazione della ferramenta e successivamente, se non ancora sufficiente, ad una piallatura delle spalle. Il legno così scoperto, dovrà essere riverniciato.

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